“Il futuro non è più quello di una volta”, ci ricordava in tempi decisamente non sospetti Paul Valéry. E così anche il web sta cambiando forma e direzione, tanto che parallelamente alla crescita del classico codice informatico creato e gestito da una nicchia di esperti informatici, i classici “smanettoni”, stiamo assistendo alla nascita di una rete di nuova generazione, mai vista prima: un vero e proprio Codice Umanistico.

Ai sempre necessari ingegneri informatici, webmaster e webdesigner, si sono affiancati ruoli adatti ai più disparati excursus scolastici e culturali. Attori della comunicazione, e delle scienze sociali. Giornalisti e copywriter. Psicologi e filosofi. Artisti, creativi e semplici appassionati. Per quanto la passione possa dirsi una cosa semplice.

Domanda di fondo: è necessaria una laurea per diventare professionisti digitali?
Prendiamo Steve Jobs: ha abbandonato quasi subito gli studi superiori.
E Mark Zuckerberg? non li mai terminati.
Molti fra i più intraprendenti imprenditori e startupper del web hanno abbandonato gli studi. Quasi sempre però, avevano già le idee chiare sui loro progetti. Stavano conseguendo degli obiettivi. Unendo una precoce consapevolezza degli strumenti con la straordinaria inconsapevolezza di chi vuole lanciarsi e provare. Rischiare e fare.

Non è un caso se la cultura digitale si sta felicemente sposando alla corrente dei “maker“: artigiani tornati a vendicarsi della globalizzazione, in grado di sfruttare le piattaforme di relazione per distribuire e promuovere i propri oggetti e servizi, le proprie “cose”.

In modo analogo i nuovi protagonisti del web creano opinioni e informazione. Intercettano e supportano le tribù di rete. Concepiscono strategie di promozione in grado di traghettare internet nel mondo fisico, e viceversa disgregare la carta in pixel interattivi.

Inoltre, gli strumenti e i luoghi digitali di ultima generazione rendono il concetto di attitudine predominante per chi lavora più che dentro al codice (codice informatico), sopra al codice (codice umanistico).
Per diversi motivi, tra i quali:

  • Il rinnovamento continuo delle piattaforme. Molte muoiono e molte altre nascono ogni giorno.
  • Le piattaforme sono costantamente in beta. Nuove release e un lavoro continuo di testing le caratterizza di anno in anno, di mese in mese, di settimana in settimana. Quante volte avete imprecato davanti allo schermo scoprendo che Facebook aveva stravolto l’interfaccia o la vostra casella di posta si presentava improvvisamente come un luogo dalle funzionalità aliene?
  • L’immediatezza all’accesso e uso delle piattaforme, che permette di gestirle senza competenze tecniche approfondite. Inutile assimilare alla perfezione il 100% delle funzionalità. La chiave è adattarsi e comprendere ciò che risulta di reale utilità per voi. Nello stesso istante in cui lo utilizzate.

Il lavoro di ricerca e analisi sulle nuove professionalità ha portato all’identificazione di 4 macro-attitudini, con le quali distinguere i mestieri della rete di relazione da tutti gli altri. Ecco cosa si riferiscono gli strani nomi che avrete notato sulle etichette delle t-shirt:

  • Real-Time Attitude: l’attitudine al tempo reale.
  • All-line Attitude: l’attitudine all’integrazione online-offline always on.
  • Transolving Attitude: l’attitudine alla crossmedialità co-creata con l’utenza.
  • InnovHunting Attitude: l’attitudine alla ricerca e selezione delle fonti e delle news.

Ogni attitudine deve essere assimilata, in diversa misura, dai diversi professionisti digitali. Oltre a questo, ognuno di essi viene caratterizzato da un talento specifico.
Ed eccoli, infine, i nuovi professionisti del web:

  • Community Manager: il Portavoce e Portabandiera della community.
  • Transmedia Web Editor: il Creatore dei contenuti.
  • Digital PR: l’Architetto delle people relations.
  • All-line Advertiser: lo Stratega della promozione integrata.
  • e-Reputation Manager: il Guardiano del word of mouth.
  • Search Engine Optimizer (SEO): l’Ottimizzatore della visibilità.
  • Web Analyst: l’Interprete della navigazione degli utenti.
  • Content Curator: il Selezionatore e Aggregatore di fonti e notizie.