The Start-Up of You

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Per questo The Start-Up of You si rivela un elemento prezioso per raggiungere il lavoro dei sogni attraverso una costruzione intelligente di relazioni. O per dare alla luce un’idea utilizzando al meglio il proprio network professionale.
Il nostro “Fahrenheit” di apertura è dedicato all’opera prima di Reid Hoffman e Ben Casnocha.

La Grande Impresa della Tua Vita può essere realizzata. Scopri come.
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Facebook, La Storia.

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Domandava Mark Zuckerberg ai dottorandi di talento che cercava di reclutare per Facebook, all’epoca ancora Thefacebook. Abbandonare l’università era un titolo di merito per il ventenne di Harvard che nella sezione about sul suo profilo si era nominato: “Fondatore, Comandante, Nemico pubblico”.Il secondo appuntamento con la Fahrenheit 451 Zone vede protagonista la ciurma di giovani autodidatti ribelli che ha cambiato per sempre la storia del social networking, la cui avventura è mirabilmente narrata dal giornalista David Kirkpatrick in Facebook, La Storia


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Ready Player One

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Scaldate i polpastrelli e armate i joystick: è atterrato il libro che milioni di gamers stavano aspettando. E che milioni di neofiti al gioco non si sarebbero mai aspettati.
D’altronde, giocare è diventata una cosa dannatamente seria. L’industria del videogames sta vivendo una nuova età dell’oro grazie al mercato delle applicazioni mobile. L’integrazione alla rete ha rivoluzionato il concetto di multiplayer, e permette sfide in tempo reale con gamers dall’altra parte del mondo. Il detto “si impara facendo” si sta evolvendo in “si impara giocando”, mentre diversi aspetti della nostra vita quotidiana attraversa un inarrestabile processo di “gamification”.
Un fenomeno mondiale, a cui mancava una bibbia di riferimento. Esattamente ciò che Ready Player One promette di divenire: molto piú di un romanzo, il formidabile esordio di Ernest Cline é in realtà un viaggio “educativo” nella sottocultura pop degli anni ’80, dove tutto ha avuto origine. Anche se questo viaggio comincia nel futuro.

 


Sei pronto, giocatore uno? E allora… cominciamo la partita!
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rip! A Remix Manifesto – part 2

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La scorsa settimana, con la prima parte del Fahrenheit dedicato a rip! A Remix Manifesto, abbiamo sviscerato la storia del remix, i casi di studio più eclatanti e introdotto alla creazione del proprio primo mashup.Oggi chiudiamo il cerchio, scoprendo il protagonista di Creative Commons: l’avvocato Lawrence Lessig, e le licenze da lui concepite. Distribuite al popolo della rete, si stanno rivelando strumenti formidabili, in grado di agevolare l’operato dei professionisti del Web.Oggi ciascuno di noi può ottenere un permesso, ma non ha il diritto di celebrare le idee di altri.
La legislazione ufficiale, in Italia come in quasi tutti i paesi, è immobile.

Ma cosa succede se “ci evolviamo noi per loro?”


Leggi la seconda parte del Fahrenheit dedicato a rip! A Remix Manifesto per scoprirlo.
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rip! A Remix Manifesto – part 1

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Cosa succede quando regole vecchie di secoli, come il diritto d’autore, vengono applicate in un mondo che nel frattempo è drasticamente cambiato?
Dal punto di vista dei nuovi professionisti del web, questo significa che i curatori dei contenuti stanno per invadere il territorio dei creatori?Non è un caso se i due portali più seguiti al mondo sul fronte dell’innovazione tecnologica e dei media sociali, Mashable e Techcrunch, riecheggino nel nome il concetto di rimescolamento.Nella prima puntata di questo Fahrenheit, diviso in due parti, presentiamo Brett Gaylor, regista e direttore del Mozilla’s Popcorn Project, che attraverso il documentario Rip! A REMIX MANIFESTO, sostiene una tesi profondamente argomentata quanto pericolosa: la cultura è in definitiva tutto un remix.

“Se qualcuno ti remixa, significa che esisti”


Leggi la prima parte del Fahrenheit dedicato a rip! A Remix Manifesto per scoprirlo.
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Page One – Inside the New York Times

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Cosa sta succedendo ai media di informazione? È solo questione di tempo prima che tutto si trasferisca su device digitali? Come cambiano le regole del giornalismo? Chi é oggi un giornalista?

“E se il New York Times chiudesse?”
Con questa domanda-terremoto, nel 2009 si aprivano le danze all’evento: Media Armageddon – What happens when the New York Times dies.
Attualmente, la “Dama Grigia” é ancora viva, risultando parte attiva e vitale sulle dinamiche giornalistiche globali. Ma la situazione é tutto fuorchè stabile.

Un regista di documentari, Andrew Rossi, ha pensato che le risposte andavano cercate nel posto più ovvio: la sede centrale del New York Times.
Dopo un anno abbondante di riprese e interviste, é tornato a casa, ha montato il tutto e lanciato Page One – Inside the New York Times.


Ecco cosa ha scoperto.
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La grande G

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– Da quando Google risolve in un click i nostri dubbi, stiamo forse diventando più stupidi?
– In un mondo in cui le informazioni sono alla portata di tutti, qual è il futuro delle
competenze?
– Ormai la privacy è un’utopia. Google sa tutto. O quasi. Di tutti. O quasi. C’é chi sostiene che stiamo lastricando il prossimo futuro di pixel e algoritmi capaci di mutare in strumenti di sorveglianza e controllo sociale.Ecco perchè nel Fahrenheit di questa settimana, In Google We Trust, affronteremo la delicata questione della fiducia riposta nel più famoso tra i motori di ricerca.
Novelli Neo, al quale Morpheus offre una pillola che gli consentirà di conoscere la realtá su The Matrix, riprenderemo la lucida analisi di Siva Vaidhyathan, illustrata nel testo “La Grande G”, tentando di osservare il colosso di Mountain View con spirito critico.

 


Ti senti fortunato? Scoprilo leggendo La Grande G.
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Lavorare o Collaborare?

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Che il Caos sia con noi
L’utilizzo dei social media può generare una svolta nel processo evolutivo delle organizzazioni? Dal modello basato sul controllo, la burocrazia e la gerarchia si potrà passare a uno centrato sulla fiducia nelle persone, sulla responsabilizzazione diffusa e sulla collaborazione?
Siamo dentro una nuova stagione sociale che riguarda tutti noi, ma soprattutto, grazie al loro ruolo perno, che investe le organizzazioni aziendali (pubbliche e private) di responsabilità decisive in quanto soggetti intitolati da una parte a gestire le persone/collaboratori e dall’altra a trainare il Paese nella sfida competitiva sui mercati”.
L’organizzazione italiana è preparata a gestire il caos che la Rete comporta?

Scopriamolo insieme con il nuovo dossier #webjobs: Lavorare o Collaborare?
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